Campomorone

Questo borgo collocato alle falde meridionali sull’Appennino è bagnato dal rio Verde, affluente del torrente Polcevera.
Secondo ipotesi il toponimo Campomorone deriva dall’abbinamento di 2 nomi ; Campus (terreno) e il nome molto comune Mauro, che indicherebbe il proprietario di un terreno.
Altra tesi indica il toponimo proveniente dalla coltura del gelso, il cui frutto è detto mora, coltivazione, introdotta nella penisola da Ruggero d’Altavilla nel XII secolo insieme a quella del baco da seta poi cessata alla metà nell’800 causa una malattia.
È accertato che in questa località vi era presenza umana dall’età del ferro.
La zona di Campomorone nel A.C. 148 per volere del console romano Spurio Postumio Albino, venne attraversata da una strada consolare, che da Genova conduceva a Aquileia, che dallo stesso console assunse il titolo di Postumia.
Questo tracciato partiva dal mare, transitava a Pontedecimo (Pons ad decimun lapidem) saliva il crinale di Cesino, lambiva il territorio di Campomorone, toccava Pietralavezzara, per valicare l’Appennino al Pian di Reste (poco a levante del Passo della Boccetta) quindi percorreva la valle del Po e giungeva ad Aquileia.
La località era anticamente abitata dalla tribù dei Liguri Veiturii, popolazione nominata nella tavola bronzea detta di Polcevera, a motivo che dopo l’intervento del Senato Romano per dirimere una contesa con la tribù rivale dei Genuati, lo stesso Senato nel 117 A.C. aveva disposto la fusione di una tavola bronzea con incisi i termini della sentenza.
Questa tavola oggi conservata al museo Archeologico di Pegli, venne trovata nel 1506 a Pedemonte.
La Valle del Verde nel III secolo subì invasioni barbariche, che provocarono la fuga delle popolazioni, riversate su Genova…ma di li a poco il borgo si venne nuovamente a popolare.
Durante il dominio bizantino Campomorone e i borghi adiacenti posti sul tracciato della Postumia vennero adibiti a presidi politici militari.
Il toponimo Campomorone venne trovato per la prima volta in un manoscritto medievale, relativo alla vendita di terreni ad un console genovese.
Pervenuta la proprietà dei terreni della Val Verde alla Repubblica, questo istituto la rese transitabile da Pontedecimo alla Bocchetta, tracciato inaugurato il 5/12/1583.
In questo stesso periodo è conosciuto l’inizio della estrazione del marmo verde di Pietralavezzara
Nel XVII secolo venne ampliata la cappella di S. Caterina e le venne assegnato il nuovo titolo di S. Bernardo.
Nel 1746/47 la Valle del Rio Verde subì l’invasione degli austriaci, per cui Cravasco e altre frazioni vennero abbandonate…tra le devastazioni, la chiesa di S. Stefano di Larvego venne abbattuta, lasciando integro solo il campanile.
La famiglia Cambiaso che disponeva vasti possedimenti in Valpolcevera, finanziò l’apertura di una strada per collegare Sampierdarena e Campomorone.
Con l’avvento della Repubblica Democratica la frazione di Larvego venne eletta sede del V° Cantone della giurisdizione di Polcevera, mentre Campomorone venne inserito nel dipartimento di Rivarolo.
Genova e Campomorone nel 1805 vennero annesse all’impero di Francia, poi nel 1815 inglobate nel regno di Sardegna.
Nel 1871 la sede comunale venne trasferita da Larvego a Palazzo Pinelli Balbi a Campomorone.
Durante la II guerra mondiale, molti partigiani della Valle Verde contribuirono con il proprio sangue alla liberazione.
Il capoluogo ed ogni frazione dispongono di propria chiesa.

Il doge Michelangelo Cambiaso vissuto a cavallo fra ‘700 e ‘800